Crisi Epilettica: cosa fare e cosa non fare

pubblicato il 17/06/2017 in Neurologia, Pillole
di m4ddok, ultima modifica il 19/06/2017

Questo articolo non è rivolto tanto ai pazienti che soffrono di Epilessia (qui un articolo in cui ne parlo in generale, n.d.r. ), visto che spesso durante una crisi hanno una perdita di scoscienza, quanto a chi gli sta attorno e prima o poi potrebbe ritrovarsi con questo amico, amica, figlio, figlia, sorella, fratello, quel che volete, improvvisamente a terra in preda a delle convulsioni epilettiche.

PREVEDERE UNA CRISI E’ POSSIBILE?
Non esiste un modo certo per prevedere una crisi epilettica, solo in alcuni casi i sintomi dell’aura (cfr. sempre il mio articolo sopra) possono essere parzialmente anticipati ed iniziare a manifestarsi in maniera leggera prima della crisi vera e propria, con il paziente ancora cosciente e quindi in grado di comprendere che sta per succedere qualcosa, soprattutto se gli è già capitato altre volte.

Un fumetto che riassume come il paziente può comportarsi poco prima e poco dopo una crisi, in modo da preparare chi sta intorno.

COSA FARE DURANTE UNA CRISI EPILETTICA GENERALIZZATA
E’ fondamentale ricordare che in questa forma di Epilessia il paziente  perde la propria coscienza e che conseguentemente non è la crisi in sé a provocare danno, questa infatti così come viene in pochi secondi se ne va, ma è l’ambiente circostante.
Durante una crisi tonicoclonica (il Grande Male, principale forma di Epilessia) ad esempio i movimenti incolsulti possono inconsapevolmente portare il paziente a tagli, fratture, contusioni, morsicatura della lingua.
Ecco allora alcune semplici regole di comportamento durante una crisi, cosa fare:

  • Eliminare tutti gli oggetti ed i mobili potenzilmente dannosi per il paziente.
  • Porre gentilmente un cuscino o comunque qualcosa di morbido sotto la sua testa.
  • Alcuni pazienti, soprattutto se hanno una conosciuta storia di Epilessia, portano con sé una “Cartà d’Identità per l’Epilessia“, controllare che l’abbiano poiché può darci informazioni sulla forma di Epilessia di cui il paziente è affetto.
  • Annotare la durata dell’intera crisi.
  • Al termine, ormai in fase postcritica (successiva alla crisi), il paziente sarà ancora incosciente e si risveglierà lentamente, va posto nella posizione di recupero o di sicurezza (recovery position, c.f.r. più giù), ciò l’aiuterà a respirare impedendo l’occlusione delle vie aeree.
  • Mentre riprende i sensi stargli accanto e rassicurarlo.

Certamente è importanissimo ricordare che queste persone vivono quotidianamente con l’Epilessia e che quindi passata una convulsione o durante una di esse non è assolutamente necessario chiamare un’ambulanza, a meno che sappiamo che per loro quella è la prima crisi (mai avute altre in passato) oppure se la durata misurata durante la crisi supera i 5 minuti, ricordate che una normale crisi non supera di norma i il minuto e mezzo-due minuti; oppure ancora se al finire di una crisi se ne avvii un’altra all’improvviso. Naturalmente è opportuno chiamare l’assistenza medica anche in caso si siano fatti male durante la convulsione, ma speriamo ciò non accada seguendo le corrette regole di comportamento.

C’è però da tener presente che alcune nostre azioni potrebbero concorrere a danneggiare il paziente, quindi cosa non fare:

  • Non tentare di bloccare i suoi movimenti.
  • Non mettergli nulla in bocca, non tentare di dargli da mangiare o da bere finché la crisi non è passata.
  • Non tentare di spostarlo, a meno che non sia in pericolo (in mezzo ad una strada o in acqua ad esempio).
  • Non tentare di farlo rinvenire forzatamente.

LA RECOVERY POSITION
Conoscere i passaggi per portare un paziente in questa posizione di sicurezza è molto importante per ridurre al minimo i rischi postcritici permettendo una graduale e serena ripresa della coscienza. Si esegue posizionando anzitutto il braccio del apziente che vi é più vicino a 90° sul piano, poi si prende gentilmente la mano del braccio più lontano (dal palmo) ed anche il ginocchio dell’arto più distante, basterà ruotare quest’ultimo verso di voi per far girare su un fianco la persona; a questo punto piegare leggermente anche l’altra gamba in modo che il ginocchio sia piegato come l’altro; in ultimo spostiamo gentilmente la testa indietro (questo faciliterà la fuoriuscita di liquidi se vi sono o comunque favorirà la respirazione).
Ora il paziente è su un fianco, con le gambe leggermente flesse, una mano vicina alla testa e quest’ultima leggermente spostata indietro.

recovery position

Un disegno della posizione di sicurezza, così come deve apparire dopo i vari passaggi.

E LE CRISI FOCALI?
Queste crisi sono spesso parziali (o semplici, c.f.r. sempre aricolo riportato su) e possono anche non comportare la perdita di coscienza, cionostante è opportuno sapere cosa fare anche in questi casi perché il paziente seppur cosciente può essere molto confuso ed anche se i sintomi possono apparire leggeri (piccoli movimenti ripetitivi) non è detto che la persona riesca a rendersene conto o a ricordarli dopo la crisi. Quindi in caso di una crisi parziale rimanere con il paziente è la scelta giusta, rassicurarlo, non tentare di farlo tornare in sè, ma attendere con lui la fine dell’attacco, chiamare un’ambulanza solo nei casi che abbiamo esposto nel paragrafo sulla crisi generalizzata.

L’Epilessia è anche un evento sociale, oltre che patologico!

NOTA A MARGINE: AIUTALO, NON METTERLO IN IMBARAZZO!
Cercate sempre di essere rassicuranti, si tratta si una patologia che certo non è voluta dal paziente, spesso a fine crisi possono verificarsi episodi spiacevoli, come vomito oppure il rilascio degli sfinteri (apertura delle cavità corporee) e non raramente si può avere la perdita di urina. Probabilmente chi soffre di questa patologia da tempo sa già che ciò può accadere e sarà già dispiaciuto o imbarazzato per proprio conto oltre ad essere spossato dalla crisi stessa. Quindi, di nuovo, siate gentili ed accomodanti, non dimostratevi disgustati o spaventati, sareste solo un peso in più in quell’occasione.

fonti ed approfondimenti: epilepsy.or.uk, epilepsysociety.org.uk.