E-Cig ovvero la Sigaretta Elettronica, facciamo il punto

pubblicato il 25/06/2017 in Bufale, Pneumologia
di m4ddok, ultima modifica il 23/11/2017

Il fumo è stato ed è ancora un problema di salute pubblica molto importante, le sigarette tradizionali sono tra gli oggetti d’uso comune più deleteri che possano esistere. Il loro fumo, inalato direttamente dai polmoni di chi ne fa uso ed indirettamente di chi sta loro attorno, è risultato essere pesantemente deleterio per il parenchima (struttura d’organo) polmonare promuovendo patologie come il cancro al polmone e l’enfisema, a questi si aggiunge però un’enorme lista di patologie non-polmonari (cardiache, intestinali, vascolari ecc…) nelle quali il fumo di sigaretta è un importante fattore di rischio aggiuntivo. Si premetta quindi che ogni mezzo per smettere di fumare è ben accetto e che anzi sarebbe opportuno non iniziare mai questa disdicevole pratica.
Ma vediamo ora cosa comporta l’uso delle e-cig.

Classica struttura di una e-cig (sigaretta elettronica).

E-CIGARETTE: COSA SONO, COME SONO NATE, COME FUNZIONANO IN BREVE
Le sigarette elettroniche (e-cigarette, da ora in poi e-cig) nascono quasi 20 anni fa come rimedio al fumo di sigaretta, si cercava infatti un nuovo tipo di presidio che potesse tamponare non solo la dipendenza da nicotina (sostanza contenuta nel fumo di sigaretta), ma anche la dipendenza dall’abitudine a certi comportamenti legati al fumare come tenere in bocca uno strumento dalle fattezze in tutto e per tutto simili ad una sigaretta ed aspirare per avere rilascio della sostanza. Questo fu in realtà solo l’inizio, infatti le sigarette elettroniche (non è ancora opportuno chiamarle e-cig, n.d.r.) non ebbero il successo che hanno oggi le loro “eredi” eppure già sollevarono dubbi sui loro effetti, tanto che oggi come oggi non le ritroviamo più nelle farmacie, non molto spesso per lo meno, quanto in appositi negozi simili a delle tabaccherie elettroniche, seppur non esista un vero monopolio su questo prodotto.

Le moderne e-cig hanno una definizione specifica, che le affianca a quelle più datate, ma che le rende comunque differenti; secondo la Food and Drug Administration (FDA):
“Le sigarette elettroniche sono ENDS (Electronic Nicotine Delivery Systems), strumenti che permettono all’utente di inalare nicotina ed altre sostanze.”
Stiamo parlando di macchine con una porzione elettronica, un atomizzatore che nebulizza la sostanza, un cartomizzatore che ne permette la vaporizzazione ed una batteria al litio che permette anche alte tensioni con lunga autonomia.
Una caratteristica principale delle e-cig è la possibilità di utilizzare come serbatoio differenti sostanze, oltre alle normali soluzioni alla nicotina ne esistono moltissime altre basate su aromi differenti, addirittura vi è la possibilità di creare un proprio “cocktail” di sostanze da inalare.

Le e-cig sono diventate un fenomeno che è ben presto andato aldilà della normale scelta terapeutica per smettere di fumare, al giorno d’oggi infatti capita sempre più spesso che se ne acquisti una per smettere con l’uso del tabacco, ma poi si continui indeterminatamente l’uso dell’e-cig quando ormai si ha il fumo di sigaretta alle spalle. Soprattutto negli ultimi tempi, parliamo di studi del decennio 2004-2014, molte persone si sono direttamente avvicinate al fumo solo con le e-cig, non avevano cioé in precedenza mai fatto uso di tabacco, la maggior parte di questi sono adolescenti o comunque minorenni fra i quali non si è trovata alcuna correlazione tra un precedente uso del fumo di tabacco ed il passaggio successivo alle sigarettre elettroniche. Questo deve farci comprendere come le e-cig stiano diventando un fenomeno di costume molto ampio, sia per espansione sia per età (c’è stato un aumento di circa il 900%!) nella popolazione e quindi a maggior ragione richiedano una sorveglianza ed una regolamentazione.

Le e-cig sono certamente utili per smettere di fumare.

EFFETTI POSITIVI DELLE SIGARETTE ELTTRONICHE
Senza alcun dubbio il primo merito delle e-cig è quello di aiutare in maniera importante l’abbandono del fumo tradizionale che posso definire già ora molto più deleterio, consentendo così a molte persone di guadagnare anni di salute sfuggendo ai gravi fattori di rischio legati a molteplici patologie acute e croniche. Nelle soluzioni inalate dalle e-cig, secondo alcuni studi a dire il vero per ora ancora minoritari, le sostanze cancerogene sono del tutto assenti nella maggior parte dei casi e quando presenti spesso risultano inferiori al 5% di quelle del fumo di tabacco o anche inferiori all’1%; questi risultati incoraggianti ci fanno comprendere come l’uso delle e-cig sia abbastanza sicuro, per lo meno sul breve termine (parliamo comunque di mesi o qualche anno), ma al momento le pone però come effetti collaterali tra il fumo di sigaretta e le gomme (o i cerotti) alla nicotina, più spostate verso questi ultimi. C’è quindi da chiedersi: esiste un danno che non è ancora stato osservato a breve termine? E come si comportano con un uso intenso o a lungo termine?

Tipiche cartucce da e-cig con differenti aromi.

EFFETTI NEGATIVI DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE
E’ opportuno precisare fin da subito che il vapore emesso dalle e-cig non è assolutamente inerte, studi in vitro hanno dimostrato come cellule esposte alle sostanze presenti nelle cartucce commerciali riducano l’attività cellulare ed anzi favoriscano l’apoptosi e la necrosi (morte cellulare rispettivamente programmata e non programmata).
Le e-cig introducono con il vapore nei polmoni svariate sostanze, oltre ai semplici aromi, anche sostanze utilizzate per creare le soluzioni stesse, come il glicole propilenico e la glicerina vegetale; secondo quanto si sa al momento l’inalazione di queste sostanze è innocua nelle formulazioni commerciali delle cartucce per e-cig, ma è stato notato come in un uso intenso si abbia un aumento dell’attività infiammatoria a livello polmonare, con conseguente rischio correlato (l’infiammazione cronica è base per molte patologie, anche quella tumorale), per il momento si tratta di studi su modello murino (sui topi da laboratorio), ma lascia intendere come le sostanze in sé non siano totalmente innocue. Ad affondare ancora di più nella questione un articolo sul New England Journal of Medicine del 2015 ci informa che durante il processo dello “svapamento” così come viene chiamata l’inalazione dai “vapers” (autoproclamata comunità di appassionati delle e-cig) il glicole propilenico suddetto viene degradato in emiacetati che rilasciano formaldeide, sostanza utilizzata spesso come pesticida, con ricadute preoccupanti sulla salute essendo questa un importante cancerogeno (classe I); gli autori precisano però come questo sembri accadere prevalentemente con l’uso di alti voltaggi, infatti a circa 3V non sembra esserci traccia di formaldeide, questa si presenta invece a 5V e superiori.

I media tradizionali iniziano ad interessarsi al “problema” e-cig: sono innocue?

Alcuni studi del 2015, 2016 e 2017 rispettivamente hanno evidenziato un ruolo molto importante delle e-cig nel produrre stress ossidativo (anch’esso alla base dell’infiammazione e della formazione tumorale, un vero e proprio “arruginimento” dei tessuti) nel polmone, in particolare si è osservato come i vapori di e-cig stimolino la produzione locale di NOX2 e NO (NADPH Ossidasi 2, un enzima ossidativo e Monossido d’Azoto, una sostanza infiammatoria e vasodilatativa) cioé sostanze che favoriscono tale stress, ma sembra anche possano far diminuire altre sostanze dell’organismo protettive contro lo stress ossidativo, i cosiddetti antiossidanti. Questo comporta una maggiore suscettibilità a danni del DNA, conseguentemente ad un rischio aumentato rispetto alla media dei non fumatori di sviluppare patologie tumorali; questo in maniera non molto distante dal normale fumo di sigaretta, certamente con un impatto molto inferiore però, ma comunque pericoloso nell’uso intenso e di lunga durata, quindi certamente non trascurabile.
In ultimo, ma non ultimo, si è notato come l’esposizione a sostanze presenti nelle e-cig comporti un abbassamento delle difese immunitarie polmonari e rispettivo aumento quindi delle infezioni.

Ma il cuore? In uno studio molto recente (marzo 2017) e questa volta condotto su volontari umani, si è riscontrato come oltre ad una conferma per i suddetti studi sullo stress ossidativo si sia aggiunta una capacità delle e-cig di far aumentare il tono simpatico, con conseguente aumento della frequenza e contrazione caridaca, il tutto è da associarsi ad un aumentato rischio cardiovascolare.

Classica “svapata”, foto di vaping360, la fonte qui.

CONCLUSIONI
La sigaretta elettronica ha certamente un impatto molto inferiore rispetto al “vecchio” fumo di sigaretta, ed in ciò aiuta non poco nel ridurre i rischi a quest’ultimo associati, ma un suo uso intenso o comunque prolungato sta iniziando a far emergere degli effetti collaterali che non vanificano l’impiego a breve termine, quanto un suo uso abituale alla stregua della classica sigaretta. Come abbiamo visto infatti può essere deleterio per il tessuto polmonare e quello cardiovascolare, senza dimenticare poi che siamo ancora ai primi studi sull’argomento, ma già si sono riscontrati notevoli risultati, ciò vuol dire che questi effetti non sono così rari come si può credere. La preoccupazione maggiore sorge per le nuove generazioni, ragazzini che fanno uso e faranno uso di e-cig per tutta o quasi la loro vita e ritroveranno questi rischi moltiplicati a tal punto da rendere trascurabile la differenza con il fumo di sigaretta. E’ quindi opportuno approcciarsi consapevolmente al mondo dei vapers, ricordando sempre come si stiano comuqnue introducendo sostanze estranee per quanto naturali o meno nei propri polmoni.

Fonti ed approfondimenti: