Epilessia da lettura, un cortocircuito letterario

pubblicato il 14/06/2017 in Curiosità, Neurologia
di m4ddok, ultima modifica il 18/06/2017

Una patologia alquanto particolare, l’epilessia da lettura (reading epilepsy in inglese) colpisce prevalentemente giovani adulti ed adolescenti manifestandosi con sintomi classici degli attacchi epilettici, ma questa volta scatenati da un “trigger“, ovvero un evento scatenante specifico: la lettura. Questo tipo di epilessia da lettura rientra nelle forme riflesse, a loro volta gruppo di forme generalizzateprimarie, principalmente benigne (cfr. questo mio articolo per la classificazione delle Epilessie).

“ALLERGIA AI LIBRI”
Lo svolgersi dei sintomi è chiaro nonché progressivo. Mentre il paziente legge solitamente iniziano delle piccole contrazioni dei muscoli facciali, masticatori, palpebrali, non necessariamente assieme (mioclonie); se dopo queste avvisaglie si continua a leggere (o a scrivere, n.d.r.) le contrazioni si fanno via via più frequenti e più violente, ma soprattutto iniziano a coinvolgere anche i muscoli degli arti inferiori fino ad arrivare ad una crisi epilettica generalizzata con perdita di coscienza e contrazioni miocloniche dell’intero organismo.
Sono stati comunque osservati casi più lievi in cui le crisi rimangono sempre focali (non generalizzano mai) e soprattutto sono caratterizzate dall’alessia o dalla dislessia, cioé dall’improvvisa perdita della capacità di leggere il testo scritto o comprenderlo.

EEG epilessia da lettura

Tracciato EEG (ElettroEncefaloGrafico) di un paziente con Epilessia da Lettura.

COSA LA SCATENA?
In realtà l’epilessia da lettura rientra nel gruppo delle Epilessie Riflesse, cioé scatenate da eventi esterni, ma per il resto sembra avere una genesi del tutto simile a tutte le altre forme epilettiche: un focolaio neuronale, quindi un piccolo fascio di neuroni a livello della corteccia cerebrale, perde l’inibizione per motivi non sempre del tutto chiari e quindi tende a “scaricare” tutta la sua corrente ionica fino a consumare la riserva di neurotrasmettitore (la sostanza che viene rilasciata a livello delle sinapsi, varia da un tipo neuronale ad un altro) oppure gli ioni (Sodio, Potassio, Calcio ecc…). In questo caso particolare l’area coinvolta è quella denominata di Wernicke, punto di incontro tra le aree temporale, occipitale e parietale, deputata all’intellezione, quindi alla comprensione della parola letta, scritta o pronunciata.
Come dicevamo prima i fattori scatenanti non comprendolo solo la lettura, ma anche:

  • Leggere, sia a bassa che ad alta voce, anche leggere spartiti musicali.
  • Parlare, se velocemente o in maniera concitata.
  • Scrivere.
  • Masticare.
  • Altre attività legate al linguaggio.

E’ per questo motivo che risulta più corretto far rientrare l’epilessia da lettura nella più ampia cerchia delle Epilessie indotte dal Linguaggio.

RISPOSTA ALLA TERAPIA E PROGNOSI
La prognosi dell’epilessia da lettura è piuttosto buona, le crisi solo di rado sono violente e nella maggior parte dei casi sono leggere o modeste. La terapia farmacologica è di solito prima istanza, ci sono poi altre soluzioni, come quella chirurgica, considerate comunque in casi estremi.

fonti ed approfondimenti: pubmed, medlink.com, epilepsy foundation.